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Confine e frontiera

Frontiera e confine
Tutt’altro che immutabili nel loro ergersi al centro dell’Europa, le Alpi hanno attraversato storie molto differenti. Sebbene non sia possibile tracciare un’unica storia delle Alpi, perché queste sono per definizione un mondo complesso, è possibile tentare di identificare alcuni processi determinanti. DI MATTEO PUTTILLI
L’arte senza frontiere del XV secolo
Nel XV secolo numerosi artisti traversarono le Alpi. La cosa è nota e basterebbe ricordare il viaggio di Albrecht Dürer nel 1494 da Norimberga a Venezia attraverso il Brennero, che ci è valso acquarelli e disegni di straordinaria qualità… Se c’è dunque un momento nel quale si può parlare d’arte alpina è proprio il Quattrocento. Ecco un secolo che si potrebbe definire, almeno nella sua prima parte, il «secolo delle Alpi». DI ENRICO CASTELNUOVO
Le Alpi fortificate
Il 2007 è l’anno di Vauban. Per celebrare il trecentesimo anniversario della morte, ma anche in seguito alla candidatura a «patrimonio dell’umanità» di nove città francesi. Vauban non è solo un architetto e uno stratega d’eccezione. Attraverso i suoi due viaggi nelle Alpi, il commissario generale dei forti ci invita alla scoperta delle culture alpine di fine Seicento. DI ROBERT BORNECQUE
Il potere sul filo delle Alpi
Un modo per comprendere la questione della frontiera alpina occidentale in chiave internazionale, può essere quello di ripercorrere la storia politica e militare delle Alpi occidentali negli ultimi tre o quattro secoli nel contesto delle relazioni tra la Francia e il Ducato di Savoia, poi Regno di Sardegna, infine Regno d’Italia e Italia repubblicana. DI GIANNI PERONA
Il sacrario della nazione
L’esperienza della «Guerra bianca», che scaraventò sulle montagne migliaia di giovani altrimenti destinati a una tranquilla vita cittadina, cambiò l’immagine delle Alpi, offuscando le reminiscenze romantiche del primo alpinismo: il luogo di vacanza dove ritemprare il corpo e lo spirito, divenne luogo di lotta e di sacrificio supremo. Per difendere la frontiera. DI MARCO CUAZ
In prima linea: le Alpi orientali
Nelle Alpi orientali, la posa in opera di confini fra gli Stati che in successione ne hanno amministrato il territorio ha irriso più che altrove i tentativi e le teorie elaborati per dare loro senso e coerenza. La volontà di creare regioni e stati che riposassero su una definita identità linguistica, culturale o etnica non ha prodotto meno disastri dell’idea dei confini naturali. Dopo i disastri, punto e daccapo. DI GIAN PAOLO GRI
Percorsi antropologici nelle terre di frontiera
Lungo la linea di frontiera che scende dalle Alpi occidentali al Mediterraneo, un’indagine etnografica ha esplorato la nozione di frontiera fortificata interrogando le memorie delle popolazioni che abitano i territori di diverse provincie francesi, in particolare il Pays de Gex, la Savoia, les Hautes Alpes, le Alpi dell’Alta Provenza e Marittime. «Avant, c’était un même pays… nous sommes des frontaliers». DI VALENTINA ZINGARI
Ma il lupo non lo sa
L’abitudine a lavorare insieme e a condividere le problematiche di gestione delle aree protette è tanto più importante oggi che esse non sono più considerate, né si comportano, come «isole», ma proiettano il loro esempio e i loro benefici al di fuori dei confini territoriali e nazionali. DI VALTER GIULIANO
La tentazione del confine
Sui giornali e in televisione si parla delle Alpi in due circostanze: quando una calamità naturale (alluvioni, frane, valanghe) si abbatte sul territorio montano, coinvolgendo di conseguenza le pianure, oppure quando il territorio stesso (vedi autostrade, ferrovie, Tav) si frappone ai traffici tra il Sud e il Nord dell’Europa. Siamo ritornati al tempo dei romani? Le Alpi sono diventate un banale ostacolo sulle rotte dei traffici internazionali? Esiste una nuova vocazione europea? DI ENRICO CAMANNI
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