Riassunto degli articoli
Traduzione : Letizia Ricci
Immaginata per un pubblico che desidera affinare sensibilità
e conoscenza, LAlpe è la prima rivista dedicata alle diverse
culture ed al patrimonio dellEuropa alpina. La sua ambizione è
di informare al di là delle barriere linguistiche; spazio di
scoperta e di emozioni, LAlpe si interessa a tutti gli uomini
che, dalla Slovenia al Mediterraneo, hanno saputo acclimatarsi ad un
ambiente eccezionale. Punto dincontro tra libro e rivista, trae
dal primo la documentazione di riferimento sul tema principale, il rigore
analitico, lesigenza di qualità e lautorevolezza
di autori prestigiosi. Dalla seconda prende a prestito la periodicità
trimestrale che le consente di arricchire il dibattito, il fascino di
una ricca iconografia, linsaziabile curiosità del giornalismo
e lapproccio necessariamente didattico. Pur se fondata su competenze
rigorose LAlpe non è una rivista riservata allélite.
Si serve di materiale storico, geografico, archeologico, etnologico,
ecc., per rendere alle tracce lasciate dagli uomini in questo territorio
tutto la loro profondità. Ma nondimeno sarà luogo di dibattito
sul futuro delle Alpi e di tutte le montagne del mondo.
Un piatto di felicità
Il piacere della cucina alpina non risiede né in una stridula
rusticità che potrebbe esacerbare le virtù di un tempo
né nelle grandi fughe liriche di una gastronomia ampollosa. Semplice,
bello e buono potrebbe essere loggetto delle ricerche del
buongustaio daltitudine.
Il marchio del verro
Il pranzo del maiale dà il ritmo allanno
dei contadini delle basse Alpi. Alimento di base insieme al pane e alle
patate, il maiale ha un posto donore nelle feste in cui si raccoglie
la comunità, secondo un calendario in cui i riti pagani si trasformano
allegramente in feste cristiane. Una tradizione che perpetua la forte
identità degli abitanti di questa regione delle Alpi meridionali.
La mazzata
Il pâté di tordo profumato alle bacche di ginepro
è ormai solo un ricordo. Le ingegnose e rustiche esche a leccare,
ormai vietate, non punteggiano più le montagne delle Alpi del
Sud. E la manna venuta dal cielo è scomparsa dai piatti contadini.
Ovvero, da alcuni
Alla moda di casa nostra
La diot bauju, questa originalissima salsiccia un tempo dimenticata,
continua ad essere la delizia degli abitanti della piccola regione savoiarda
dei Bauges. Una fabbricazione artigianale e familiare, a base di lardo
bianco e cavolo verde, che si perpetua a dispetto di tutto. Tradizione
arcaica o autentico piacere del palato?
Salumi savoiardi
Una grande famiglia, quella dei salumi alpini. Larte di conservare
la carne di maiale si declina in uninfinità di varianti
da unestremità allaltra del massiccio. In Savoia,
più in particolare, dove ogni regione sposa felicemente ingredienti,
tecniche e preferenze gustative per offrire una profusione di specialità
locali.
Asciugata dal vento dellalpe
Seccare la carne senza affumicarla: una tecnica antica di conservazione
impiegata in alcune regioni di montagna. Erede di competenza e di segreti
di fabbricazione gelosamente custoditi, la carne essiccata del Valais
è diventata una specialità locale molto apprezzata. Meno
nota di quella dei Grigioni o della bresaola italiana, dovrebbe presto
ricevere il riconoscimento ufficiale di autenticità.
Un racconto di Alexandre Dumas
La bistecca dorso che lautore del Tre Moschettieri
avrebbe gustato personalmente in una locanda di Martigny in Svizzera,
ha fatto scorrere fiumi dinchiostro durante il XIX secolo. Perché
luomo era, prima ed oltre ogni cosa, un favoloso contastorie.
Il romanziere e la sua verità
La grande invasione
Nata in Italia, la pasta ha ampiamente conquistato le Alpi. Rimasta
a lungo appannaggio della lavorazione domestica, la fabbricazione della
pasta, le cui varianti locali denunciano una parentela comune, conosce
da un secolo un grande successo industriale. Sulla scia del gigante
Lustcru, sorto a Grenoble, molti fabbricanti si sono imposti sul mercato,
per ricordare cosÏ lo storico radicamento della cultura della pasta
nelle regioni alpine.
Ravioli e raviolaie
Nella fotografia del matrimonio spicca una donna col grembiule
bianco. È la raviolaia, direttrice dorchestra
dei banchetti del Royans e della regione di Romans, nel Delfinato. Nati
come variante del celebre piatto italiano, i ravioli sono stati a lungo
una pietanza riservata alle grandi occasioni. E ci si litigavano i servigi
di quelle che ne custodivano i segreti
Patata a papà e patata a tatà
In Savoia la patata è diventata nel corso dei secoli lalimento
delezione delle grandi tavolate familiari. Cotta sotto alla cenere
o amorevolmente cucinata al tegame, la patata si presta a simpatiche
variazioni a seconda dello spirito inventivo della cuoca. Se la péla
è ormai apprezzatissima dai turisti con il nome di tartiflette,
la grande varietà di preparazioni e accompagnamenti riserva sempre
gradevoli sorprese gustative.
Il seme del pane senza fine
Dividere il pane, il lievito ed il lavoro. Gesti ripetuti allinfinito
nella ronda delle generazioni. Nelle regioni di montagna la cottura
periodica del pane riuniva la comunità in un cerchio di vita
e di calore rinnovato senza sosta. Una pratica ancestrale densa di significati
per chi ne sappia decifrare i segni
Pesce che morde?
Filetti di pesce persico sulle rive del lago Lemano o coregono
bianco saltato in padella su quelle del lago di Annecy (accompagnati
ovviamente da un vino bianco locale che scende bene
) sono tra
le delizie gastronomiche che ci riserva larco alpino. Praticata
da tempo immemorabile, la pesca costituisce unattività
non trascurabile in queste regioni di montagna dove il pesce ha sempre
goduto di buona fama.
Né troppo, né troppo poco, anzi
Cosa si legge nel piatto dei Valdesi e dei Valligiani di oggi?
Tra la pappa ai porri degli uni e la carne essiccata degli altri, le
differenze di gusto e la scelta dei prodotti rispecchiano tuttora lo
stretto rapporto di ciascun Cantone con la sua cultura, la sua religione
ed i suoi costumi familiari. Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei!
Ahhhmm!
Il formaggio si presta ad ogni fantasia. Basta una briciola di
immaginazione ed una spolveratina di audacia. La vasta tavolozza delle
produzioni alpine si offre ad insoliti connubi di spessori, sapori e
colori. Queste poche ma originalissime ricette sono uno stuzzicante
invito ad esplorare le insospettabili ricchezze della cucina.
Variazioni sul tema
Sapori di altrove e di ieri arricchiscono la quotidianità
delle minoranze linguistiche delle Alpi italiane. Mescolando tradizioni
culinarie occitane, germaniche e slovene, magre risorse delle loro terre
ed erbe selvatiche, queste popolazioni danno un tocco originale alla
gastronomia alpina. Inventiva e soprattutto preservata,
al passo con la loro identità, questa cucina comincia appena
ad uscire dallombra.
Orecchiette, bugie e vie den haut
Queste leccornie riempivano interi vassoi, bignè dorati
dei giorni di letizia e di veglie allegre e festose. Con forme e nomi
diversi queste delizie fanno ancora la gioia di tutti nel periodo di
Carnevale e sono tra i rari dolci alpini.
Le Poyas del Groviera
Le mucche in cammino in fila indiana verso lalpeggio troneggiano
sopra le porte dei fienili della regione del Groviera. Le poyas,
originale espressione artistica popolare, esprimono il profondo attaccamento
dei contadini alla fabbricazione del formaggio nellalpe. Uno stile
di vita profondamente ancorato in questa regione.
Do you speak montagna?
I signori Inglesi hanno scritto per primi. Nellera vittoriana
i soci dellAlpine Club conquistano le vette mentre il pubblico,
affascinato dalla pubblicazione dei loro racconti, colonizza il massiccio
alpino. Dal Grand Tour al turismo, linvenzione della montagna
ad opera dei Britannici. Un testo estratto dal Dizionario enciclopedico
delle Alpi di prossima pubblicazione presso le edizioni Glénat.
Le numéro 15 de LAlpe, daté
printemps 2002, est en vente en kiosque et en librairies du mardi 19
mars 2002 au lundi 17 juin 2002. Au-delà de cette période,
il reste en vente dans les bonnes librairies
et peut également être commandé
à notre service "abonnements et ventes par correspondance".